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I Cavalieri che fecero l'impresa

di Marco Ricompensa

Iconografia di un eroe
Uno sceneggiatore che si cimenta nella scrittura di Spider-Man deve confrontarsi con due ordini di problemi. Il primo è la coerenza del personaggio. L’Uomo Ragno ha una sua personalità (le battute sagaci in mezzo agli scontri) e una sua etica (il mantra dei grandi poteri e delle responsabilità equipollenti): tradirli significa snaturare il character. Il secondo è il rispetto della sua “storia editoriale”, quella che negli ambienti fumettistici è chiamata “continuity”. La continuità è l’insieme degli eventi occorsi al personaggio, secondo cui Peter ha acquisito i suoi poteri in una certa maniera e combattuto contro questo o quel nemico in un determinato momento. Essere fedeli a oltre quarant’anni di storie è praticamente impossibile, senza contare il fatto che seguirle pedissequamente condannerebbe il personaggio a una prematura vecchiaia editoriale, allontanando i lettori più giovani. La continuità narrativa è la croce e delizia di ogni opera serializzata: da una parte crea quella familiarità che decreta la fortuna del character, dall’altra può rappresentare uno scoglio al puro storytelling, al “raccontare storie”.

Meravigliosi eventi
Nel 1998 la Marvel concede in “outsourcing” quattro dei suoi storici personaggi (che editorialmente parlando non se la stanno passando molto bene) all’Event Comics, piccola casa editrice indipendente fondata da Joe Quesada e Jimmy Palmiotti qualche anno prima. Da quel momento, e per un periodo di tempo limitato, Devil, il Punitore, Pantera Nera e gli Inumani sarebbero stati gestiti da un’altra casa editrice, che avrebbe pubblicato queste serie sotto l’egida del marchio Marvel Knights, “Cavalieri Marvel”. La decisione,assolutamente inedita, era figlia dei tempi: negli anni Novanta, il mercato fumettistico americano viveva un momento convulso. Il numero 1 di Spider-Man, testata creata ad hoc per il talento di Todd McFarlane, aveva venduto più di due milioni di copie, facendo capire ai disegnatori più in auge che il loro apporto era fondamentale per le vendite di una testata, fosse anche di un’icona come Spidey. L’Image Comics fu l’ombrello dove sette autori (in maggioranza transfughi della Marvel) pubblicarono i loro personaggi nel pieno controllo creativo (e godimento finanziario…), con un successo enorme. Col tempo altre realtà seguirono il percorso dell’Image: una di queste fu proprio l’Event di Joe Quesada che, una volta abbandonato Batman e i mutanti Marvel, creò un proprio universo supereroistico con una notevole fortuna. La percezione del mercato supereroistico era questa: da una parte stavano Marvel e DC, con un parco personaggi di tutto rispetto, ma cristallizzato e un po’ autoreferenziale; dall’altra gli indipendenti: comics forse più leggeri e rumorosi, ma che avevano dalla loro la forza della novità e il talento indiscusso dei migliori artisti.

Cavalieri Marvel
Il successo dei Marvel Knights fu enorme: trascinata dalle vendite di Devil, scritto dal regista di culto Kevin Smith e disegnato da Joe Quesada, l’etichetta macinò vendite e trovò il plauso della critica, tanto da far guadagnare allo stesso Quesada, soltanto due anni dopo, la poltrona di direttore editoriale della Marvel, carica che detiene tuttora. Uno degli elementi chiave di questo successo risiede nel talento degli autori coinvolti, amplificato dalla freschezza delle storie raccontante e dal taglio maturo della narrazione. Un talento messo in grado di esprimersi al meglio, senza vincoli editoriali a ingabbiarlo. Il motto dell’etichetta Marvel Knights è che non bisogna porsi limiti quando si racconta una buona storia, nemmeno se si tratta di sacrificare il passato di un personaggio (in barba alla continuity). Marvel Knights continua tuttora a far parte del mondo Marvel, sebbene recentemente sia stata quasi del tutto reintrodotta nell’alveo dell’universo ufficiale. Ulteriore segno che questo tipo di rivoluzione creativa è stata interiorizzata dalla casa editrice.

Marvel Knights Spider-Man
Spider-Man è stato uno degli ultimi personaggi ad aver subito il “trattamento” della linea Marvel Knights. La testata nasce nel 2004, nell’ultima tornata di “maturazione”, insieme a 4 (dedicata ai Fantastici Quattro) e a Wolverine. Lo scrittore a cui viene affidata è Mark Millar, il talento scozzese che, dal 2000, aveva rilanciato il mondo dei supereroi americani grazie a serie di culto come Authority e Ultimates. Millar scrive una storia spigolosa e violenta, occupandosi del tema dell’identità segreta dei supereroi, che di lì a poco sarà centrale nella saga che ha sconvolto l’Universo Marvel: Civil War.



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