IL METODO MARVEL
Romita diventa ben presto un convinto sostenitore del cosiddetto metodo Marvel. Il metodo consiste nel
fornire al disegnatore una trama breve e rudimentale, molte volte dettata per telefono. All'artista era
demandato il compito di visualizzare la storia e di scandirne il passo. A disegno ultimato, Stan si sarebbe
occupato dei dialoghi. In realtà il metodo permette a Lee di risparmiare tempo così da potersi dedicare ai
dialoghi di tutte le testate Marvel e al rispetto della continuity narrativa. Joe Simon & Jack Kirby usavano
questo sistema di lavoro fin dagli anni 40. "Stan recitava letteralmente la storia che aveva in mente,
interpretando tutti i personaggi presenti e usando vocine per ognuno di loro. Saltava dal divano alla
scrivania, correva per tutto l'ufficio, si scagliava addosso al muro e si strangolava da solo. Era un vero
spettacolo".
Il metodo non era però applicabile a tutti i disegnatori. Molti volevano essere guidati da una
sceneggiatura ricca di dettagli. Altri invece, come Jack Kirby, Steve Ditko, John Buscema, Alex Toth e
lo stesso Romita, davano libero sfogo alla propria immaginazione innalzando il fumetto a un vero medium
visivo, in cui il disegno ha la precedenza sui testi.