Cosa determina il successo di una storia a fumetti? Un soggetto riuscito,
dei dialoghi coinvolgenti, un disegno accattivante. Ma, soprattutto, una
buona costruzione grafica della storia, quello che in gergo viene chiamato
storytelling. Una buona storia a fumetti è quindi il prodotto di una giusta
fusione dei suoi elementi costitutivi. Partendo da questo principio, ripercorriamo
brevemente le tappe fondamentali di AMAZING SPIDER-MAN, una testata che,
grazie ai suoi illuminati autori, annovera svariate perle grafiche e narrative.
STAN LEE E STEVE DITKO (1963-1966)
Simbolo del motto "supereroi con superproblemi",
l'Uomo Ragno nasce nell'agosto 1962 su AMAZING FANTASY 15 grazie al genio
creativo di Stan Lee e Steve Ditko e ottiene la sua testata personale, AMAZING
SPIDER-MAN (ASM), nel marzo 1963. Dopo una fase di studio durata circa un
anno, tesa a caratterizzare il personaggio e i suoi comprimari, la serie
decolla. Degno di menzione è il primo ASM ANNUAL, I Sinistri Sei, presente
ne L'UOMO RAGNO CLASSIC 5-6 (URC) della Star Comics, in cui l'Arrampicamuri
è impegnato in una mortale caccia al tesoro ordita da un manipolo di supercriminali
capitanati dal Dottor Octopus. Un racconto dai risvolti intensi e drammatici
è anche L'arrivo dello Scorpione, come presentato in URC 7 (Star Comics),
dove l'editore J.J. Jameson finanzia la creazione di uno dei nemici più
temibili di Spidey. Tra le storie più riuscite e significative spicca La
maschera del Signore del Crimine, in cui due villain-- Goblin e il Signore
del Crimine-- si danno battaglia per assumere il controllo dei racket cittadini.
La suspense, data dal fitto avvicendarsi degli avvenimenti, viene amplificata
dalla rappresentazione realista delle zone più malfamate della città, permeate
da atmosfere cupe e sinistre. Lee e Ditko compiono però il proprio capolavoro
nella saga del Coordinatore: zia May è in fin di vita all'ospedale e l'unico
che può salvarla è l'Uomo Ragno. Con la forza della disperazione, l'eroe
riesce a strappare la cura per la zia dalle mani del perfido Octopus. Ritmo,
angoscia e tensione si fondono in un autentico capolavoro di drammaticità,
una pietra miliare dell'intera produzione Marvel.
STAN LEE E JOHN ROMITA (1966-1972)
Pochi mesi dopo, Ditko lascia la serie e viene rimpiazzato da
John Romita Sr., disegnatore di provata esperienza, dal tratto dinamico
e arioso. Il suo esordio è indimenticabile. Il vero volto di Goblin non
è solo una delle storie più avvincenti di Spidey, ma segna anche la fine
di un tormentone che durava da anni: l'identità di Goblin. In questa mitica
storia, Goblin e l'Uomo Ragno apprendono le reciproche identità, e questo
fatto influirà in maniera determinante sui loro scontri futuri. Verso la
fine degli anni Sessanta, Lee e Romita, ispirati dalle crescenti tensioni
sociali in atto nel paese, cominciano a inserire nelle loro storie richiami
sempre più frequenti alle problematiche giovanili del tempo, quali l'inquinamento,
la rivolta studentesca, la droga, il Vietnam e la questione razziale. Quest'ultima
viene dibattuta nella famosa Saga della tavoletta egiziana. La storia, costituita
da nove capitoli, si incentra su un'antica tavoletta d'argilla che reca
il segreto dell'eterna giovinezza. L'inestimabile reliquia è oggetto delle
brame di grossi criminali quali Kingpin e Silvermane. Questo procura all'Uomo
Ragno una serie di guai con villain di ogni tipo, tra cui Shocker, Marko
e Lizard. Parallelamente alla vicenda crescono le inquietudini degli studenti
universitari, stanchi di subire decisioni ingiuste senza essere interpellati,
e la sfiducia dei neri verso il proprio futuro. Sfiducia che riaffiora prepotente
ne La notte di Prowler (URC 23, Star), il racconto di un ragazzo di colore
che si dà al crimine in mancanza di una alternativa valida nella sua vita.
Il tema dell'inquinamento fa invece da cornice a una delle svolte più drammatiche
nella vita di Spidey, la morte del capitano Stacy, il padre di Gwen. Le
matite di Gil Kane regalano inquietudine e pathos a un proscenio costituito
dai tetti di Manhattan. La piaga della droga fa la sua comparsa in un trittico
di racconti passati alla storia per non aver ottenuto il visto della censura.
Qui il giovane Harry, figlio di Goblin e ricco rampollo di casa Osborn,
cade vittima dell'LSD. La droga è vista non come un problema esclusivo dei
disperati e dei neri, ma come un male sociale che colpisce indistintamente
ricchi e poveri. Il capitolo narrativo di Lee e Romita si conclude con un
accenno critico al Vietnam in una splendida storia in cui Spidey trova conforto
nell'aiuto del Dottor Strange, il signore delle arti mistiche (URC 31).
CONWAY, WOLFMAN, STERN & DeFALCO (1972-1987)
Il passaggio da Stan Lee a Gerry Conway è inizialmente indolore, ma esplode in tutta la sua violenza
nella scioccante saga delle morti di Gwen e del primo Goblin. Le penose
condizioni di Harry, ripiombato nella spirale dell'LSD, scatenano la rabbia
vendicativa di Osborn padre (alias Goblin) contro l'Uomo Ragno. Il frutto
della vendetta però è a doppio taglio: muore l'amata di Peter ma anche
il Folletto Verde, vittima del suo stesso odio. La scomparsa delle due
figure cardine dell'universo del nostro eroe chiude un ciclo e spinge
l'Uomo Ragno verso nuovi orizzonti. Per riassaporare storie avvincenti
e atmosfere del bel tempo andato bisogna aspettare l'avvento di Marv Wolfman,
coadiuvato dal ditkiano Keith Pollard. I due riportano il personaggio
alle origini, ricalcando vecchie situazioni ormai sopite. Qualche anno
più tardi, la mancanza di criminali carismatici dopo Goblin, induce Roger
Stern a ricreare il mito del Folletto maligno con Hobgoblin, in una storia
disegnata dai due Romita e presentata in Italia ne L'UOMO RAGNO 27. Il
ritorno alle vecchie atmosfere è vincente e riporta Spidey a buoni livelli
di popolarità. Di Stern è anche Il ragazzo che collezionava l'Uomo Ragno,
la struggente parabola di un bimbo malato di leucemia che, come ultimo
dono, riceve in ospedale la visita di Spidey, il suo eroe preferito. Tom
DeFalco è invece l'artefice della maturazione di Mary Jane in Ricordi
del passato, dove la rossa mozzafiato si rivela ben più complessa e interessante
si quanto si credesse (UR 51, Star).
JEAN MARC DeMATTEIS E DAVID MICHELINIE (1987-1995)
Subito dopo il matrimonio
con Mary Jane, Peter si trova a vivere un'esperienza agghiacciante ne
L'ultima caccia di Kraven, di J.M. DeMatteis e Mike Zeck, dove viene sepolto
vivo da Kraven il Cacciatore. La saga di Kraven è uno splendido affresco
gotico, un viaggio nei meandri oscuri della psiche dell'Uomo Ragno e del
suo nemico: il Cacciatore cerca di ritrovare dignità e onore battendo
Spidey, mentre quest'ultimo si aggrappa al suo lato umano per risorgere
e ribellarsi. Alla fine Kraven si suicida, incapace di vivere in una civiltà
marcia e corrotta. Il ritorno ad avventure più tradizionali segna l'esordio
di Venom, la nuova nemesi dell'Arrampicamuri, grazie a David Michelinie
e all'allora astro nascente Todd McFarlane. Sempre Michelinie, quattro
anni più tardi, crea Carnage, il nemico più sanguinario che Spidey abbia
mai avuto (UR 141). L'arrivo in pianta stabile di DeMatteis su AMAZING
coincide con il periodo più cupo per Peter che, provato da vicende terribili,
rinuncia alla sua umanità per liberare la sua natura ragnesca (UR 175-176).
LA PRODUZIONE RECENTE (1995-2000)
L'ultimo quinquennio di AMAZING non
brilla certo per la qualità delle storie. Inizialmente caratterizzato
dall'estenuante saga del clone di Peter, si snoda in avventure più o meno
riuscite, lontane comunque dai picchi narrativi che avevano illuminato
la produzione del decennio precedente. Al timone della testata si avvicendano
DeMatteis, il redivivo DeFalco e Howard Mackie, già scrittore della testata
gemella SPIDER-MAN. Tra le storie più avvincenti di questo periodo ricordiamo
la resurrezione del Dottor Octopus (UR 248), la saga di Tarantula Nera,
La riunione dei cinque (che sfocerà nell'avvento della nuova Donna Ragno)
e la presunta morte di Mary Jane (UR 299). Il futuro si preannuncia luminoso,
grazie a racconti coinvolgenti e ben congegnati (fra tutti, il misterioso
caso del senatore Stewart Ward, di puro stampo lovecraftiano, e l'agghiacciante
ritorno del primo Goblin) e, soprattutto, grazie all'avvento di Joe Michael
Straczynski ai testi della serie: lo scrittore di Rising Stars per la
Top Cow, nonché autore della serie televisiva di fantascienza Babylon
5, promette un Tessiragnatele al passo coi tempi, più vicino al sociale
e con nuovi nemici da affrontare, un eroe caparbio e determinato, pronto
ad accettare la sfida del XXI secolo.
In conclusione, ecco una personalissima
classifica delle 10 storie più belle di AMAZING: