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Prefazione al volume

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Dagli esordi ai giorni nostri

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Spider-Man: Blue



IO SONO L'UOMO RAGNO

Prefazione al volume

Il primo Uomo Ragno non si scorda mai. Può essere un giornalino sbirciato nel salotto della casa di un amico, una copertina che ti colpisce in edicola e ti spinge ad aprire il portafoglio per prendere 200 lire o 2,50 euro, oppure negli ultimi tempi un bel film al cinema o in TV, un DVD, un videogame. L'Uomo Ragno, alias Spider-Man, rimane e si conferma come una delle icone dell'immaginario, anche nel ventunesimo secolo, oltre quarant'anni dopo la sua creazione per mano di Stan Lee e Steve Ditko, sulle pagine dell'introvabile e immortale numero 15 di Amazing Fantasy. Forse perché è un po' eroe e un po' perdente, un vincitore che conosce il significato dell'"amaro sapore della vittoria", un ragazzo pieno di certezze e di confusioni, un adorabile burlone, uno che si è fatto da sé ed è riuscito a diventare fotoreporter-scienziato-marito di una modella, dalle sue umili origini di secchione al liceo Midtown. Insomma, un eroe in cui è facile immedesimarsi, e che se si riferisce a se stesso dice "il vostro Uomo Ragno di quartiere", quasi a sottolineare la sua vicinanza, il suo essere "uno di noi", anche se volteggia all'altezza del quindicesimo piano saltando da un palazzo all'altro.

Il mio primo Uomo Ragno è stato quello di un compagno di scuola, anno di grazia 1972 o 1973, un albo di Stan Lee e Johnny "Jazzy" Romita, con Mysterio e un luna park maledetto. L'ho sfogliato per parecchi minuti, restando a dir poco interdetto davanti alla forza di quelle pagine, che mi sembravano persino violente se paragonate alle mie solite letture a base di Topolino e Corriere dei Ragazzi. Confesso che non ricordo il primo Uomo Ragno di mia proprietà. Al momento di comprare i miei primi albi Marvel, la mia scelta cadde sui più rassicuranti Fantastici Quattro, poi su Capitan America, e per qualche tempo Spider-Man mi sembrò un qualcosa troppo "per bambini grandi". Arrivò però un programma chiamato Supergulp!, in onda in prima serata su RaiDue, con i cartoni animati classici del Ragno, quelli di Hanna & Barbera, e la classica canzoncina ("Spins a web/Any size/Catches thieves/Just like flies"), che sdoganò Spider-Man nella mia testa. Arrivò soprattutto L'Uomo Ragno Gigante, la rivista che ripresentava le prime avventure di Spidey in edizione cronologica. Fu quella l'esplosione dell'amore, le attese giorno dopo giorno dell'uscita del nuovo numero, le ore passate a leggere e rileggere ogni albo, scoprendo l'universo creato di Stan Lee e l'intrigante soap opera che coinvolgeva Peter Parker, i suoi amici e i suoi nemici.
Più o meno in quel periodo, decisi che da grande avrei lavorato per i giornalini dell'Uomo Ragno, ed eccomi qua nel secolo seguente, ormai da vent'anni "voce" italiana di Spider-Man e del suo mondo.

Il volume che state leggendo vorrebbe proprio essere per voi o per qualcuno a voi caro il primo Uomo Ragno a fumetti che leggete o che leggono. Per questo abbiamo voluto distillare oltre quarant'anni di storie in una sorta di compendio dei momenti cruciali della vita del nostro eroe, miscelando avventure viste spessissimo con altre che sono qui solo alla loro seconda edizione. Nella speranza che sia il primo passo di una lunga storia d'amore con un grande dell'immaginazione. Il primo passo per volare via nell'universo della fantasia, appesi a un filo di ragnatela.

MARCO M. LUPOI
Direttore responsabile ed editoriale



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